Le caratteristiche di Arena Colossei

All’interno del team di sviluppo siamo sempre stati convinti, fin dal primo giorno di questa avvincente produzione, che Arena Colossei™ non sarebbe stato un gioco facile da vendere. Il progetto è fantastico, i componenti sono stati sviluppati nel miglior modo possibile, le miniature sono state scolpite in maniera straordinaria. Ma se un giocatore, uno vero, pretende di comprendere le emozioni che proverà giocando a questo prodotto, sappiamo già che mille parole non basteranno per trasmettere ogni singola qualità.

L’arena come una scacchiera

Arena Colossei™ è un gioco “vecchio stampo”, che pretende un giocatore disposto a mettersi in gioco, più come uno scacchista che come un wargamer tridimensionale. Mettersi al tavolo con l’idea di aver capito il gioco al punto di pensare di aver escogitato la strategia vincente è l’anticamera per ricevere una raffica di proverbiali legnate che vi faranno accomodare fuori dall’arena in men che non si dica: provare per credere!

Equilibrio e simultaneità

I round sono simultanei, così come i movimenti e i combattimenti. Le forze contrapposte sono perfettamente equilibrate ma complementari. Ogni gladiatore ha il suo perfetto avversario, la fortuna conta poco (a meno che non la forniate voi a chi vi sta di fronte). Gli autori sono stati molto, molto bravi a capire quello che gli editor, più di duemila anni fa, avevano perfettamente progettato e codificato per ottenere nell’arena uno spettacolo magnifico che soddisfacesse un pubblico molto esigente. 

Favore del pubblico

Il giocatore di Arena Colossei™ deve esserne consapevole: combatte prima per sé stesso ma anche per il pubblico, dal quale deve ottenere l’approvazione e il consenso. I “german fighetti” si preparino per tempo a incassare sonore batoste se non si rimboccano letteralmente le maniche rimettendo in gioco quella tattica che nell’ultimo decennio è stata seppellita da una montagna di strategia (e di cartone) da molti “puzzle-game” che si spacciano per board game. In Arena Colossei™ non dovete sconfiggere gli autori, ma i vostri avversari!

Leggere l’avversario

Dopo la lettura delle regole, da gladiatori nell’arena dovrete “leggere” il vostro avversario: quello a cui state pensando, probabilmente “lui” lo sta immaginando. Dovrete essere semplicemente migliori di lui, più scaltri e più efficaci. Ecco, è in questo preciso momento che il giocatore si ritrova completamente immerso nel gioco di Aldo, Fabio e Giada Ghetti, vestendo i panni (pochi) del gladiatore e diventando un avversario temibile, anche per chi ha disputato migliaia di sfide.

Le carte giuste

Il punto del regolamento che permette di interpretare il gioco è la fase Movimento: ogni Gladiatore ha un dotazione di carte che rappresentano tutto quello che ha imparato. Queste carte non si “consumano” e all’inizio di ogni round saranno sempre tutte disponibili: tra queste si devono scegliere quelle utili per creare la propria mano. Pochi secondi nel gioco si dilatano come in una finale di basket: va costruita una strategia di movimento formando la propria mano di gioco, selezionando le carte giuste, che non sono né poche né tante. Solo quelle che servono per raggiungere l’avversario, possibilmente aggirandolo per ingaggiarlo nel punto debole: l’arco posteriore.

Le persone giuste

I Dunwich Buyers Club sono un’associazione particolare, degna di nota: dopo aver provato Arena Colossei™ hanno subito capito che il nostro, più che un semplice gioco di combattimento, è un gioco di “manovre”. Il giocatore, quello capace, che ha compreso il gioco, non avanza ciecamente roteando l’arma per colpire dove capita, affidandosi al lancio del dado, ma pianifica attentamente i movimenti per andare direttamente a pescare i Danni dal sacchetto. Per questo motivo, e per la loro professionalità, gli abbiamo affidato il prototipo che li ha accompagnati in un loro tour di incontri e dimostrazioni. Encomiabili!

Proviamo?

È molto complesso descrivere un meccanismo così profondo e interpersonale come quello di Arena Colossei™: sentirete dire dai giocatori più esperti, quelli che ne hanno condiviso lo sviluppo, come preferiscano e siano più performanti con determinate figure gladiatorie, piuttosto che con altre. Badate bene, non è un giudizio superficiale: è incredibile come gli autori siano riusciti, con pochi e semplici accorgimenti, a identificare con così tanta precisione e personalità ogni singolo tipo di combattente. Il merito principale va certamente alla loro approfondita ricerca storica, seguita poi da una certosina applicazione e da innumerevoli playtest. Che ne dite, facciamo una prova?