Le origini della campagna Kickstarter del primo gioco OrcoNero Games

Aldo Ghetti colleziona soldatini dall’età di sei anni e alcuni dei suoi pezzi, oggi, farebbero la fortuna degli antiquari e degli amatori. A quattordici anni la madre gli disse: «devi crescere, smetti di giocarci!» e gli fece buttare via tutto. La passione per la Storia, però, non smise di covare sotto la cenere: dopo un breve e infruttuoso periodo modellistico, entrando in Università negli anni ’70, rispose a una inserzione sulla vecchia rivista Eserciti & Armi e fu il colpo di fulmine! Nel 1973 iniziò la “carriera” di wargamer e il treno della passione si mise in moto: nel 1974 il primo campionato regionale, la fondazione del Gruppo Modellismo Battaglie in Scala (GMBS), le prime mostre di modellismo e wargame, il convegno Wargame Cultura nel Tempo Libero, le prime convention nazionali; nel 1978 la nascita della Lega Italiana Wargame (ora FIW), i primi campionati italiani, la partecipazione a eventi e rievocazioni storiche e a conferenze, la pubblicazione di articoli e il primo regolamento di WWII, edito nel 1977 sulla rivista Modelli Militari

Profumo d’immortalità

Poi arrivarono gli impegni familiari e i figli. Grazie alla sua capacità di continuare a giocare e mantenere il cervello sempre attivo (perché questo è uno dei principali effetti collaterali del nostro hobby) Fabio e Giada gli restano vicini anche nell’adolescenza partecipando con lui a fiere ed eventi, ma, soprattutto, gli regalano il piacere unico di realizzare assieme nuovi regolamenti di gioco. 

Il tempo scorre, ma la voglia di confrontarsi, di sfidarsi e di coltivare la memoria storica non si esaurisce: la possibilità di conoscere e di sentire sempre vicino i “grandi” che hanno scritto la Storia, gli fanno annusare il profumo dell’immortalità! Il 2 giugno 2019, come giusto riconoscimento di questa eterna passione, viene insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana per l’attività di divulgatore storico, nel campo culturale e associazionistico, passando dall’ambito delle Rievocazioni Storiche (Giostre e Pali) fino a diventare Autore di Giochi da tavolo a carattere storico.

Pellicola ispiratrice

All’uscita nelle sale cinematografiche del film colossal diretto da Ridley Scott, Il Gladiatore, Aldo Ghetti ha un’ispirazione che condivide immediatamente con i figli adolescenti Fabio e Giada. Nonostante le numerose incongruenze storiche, la pellicola americana culmina in uno spettacolo gladiatorio epico e coinvolgente che solletica qualunque mente ludica e creativa: dalla sua pluriennale esperienza hobbistica e ludica prende immediatamente vita il primo prototipo di un regolamento intitolato Oplomachia. Il gioco è un wargame un po’ articolato ma non difficile: necessita ancora di carta e penna per annotare le mosse dei gladiatori, ma la struttura che traspare è valida e decisamente promettente.

Soldatini nell’arena

Una bella arena tridimensionale calpestata da un’appariscente serie di miniature in piombo, prima lungamente cercate, poi faticosamente acquistate e infine adeguatamente convertite, danno vita a un affascinante prototipo in grado di ricreare la giusta atmosfera per coinvolgere un numeroso pubblico di giocatori che regalano al tris Ghetti tanti incoraggianti riscontri. Con il passare degli anni il gioco si sviluppa, il regolamento progredisce assieme ai componenti diventando, sessione dopo sessione, sempre più performante. 

Da cosa nasce cosa

Nel 2012 il padre e i due ragazzi propongono la loro idea di gioco alla neonata Cobblepot che ne intravede subito i possibili sviluppi: «Conoscevamo già Aldo per la collaborazione che intrattenevamo con la Fiera del Gioco di Faenza di cui lui era il rappresentante del Comune patrocinatore», ci confida Giacomo Santopietro, team principal di Cobblepot Games. «Abbiamo capito immediatamente le potenzialità del “sistema” che avevano ideato per far combattere i gladiatori.»

«Espletate le formalità ci siamo messi subito al lavoro congiuntamente sul FightHex™ System per creare una piattaforma che avrebbe fatto muovere e combattere i gladiatori nell’arena ma che, in futuro, avrebbe potuto far scontrare astronavi nello spazio, robot sopra le città, navi sui mari e qualsiasi altra cosa che la fantasia può proporre.»

Sistema di combattimento

Il FightHex™ System prevede l’utilizzo di una speciale basetta che si muove, utilizzando particolari carte, e combatte, impiegando specifiche tessere, su un tabellone suddiviso in caselle esagonali. I giocatori esperti potrebbero notare come il sistema rappresenti una geniale evoluzione di altri famosi giochi, ammodernandone la struttura e migliorando la giocabilità.

«I nostri sviluppatori», prosegue Giacomo, «avevano lavorato su diverse edizioni di Blue Max e vantavano l’esperienza ideale per valorizzare l’idea dei Ghetti. Inoltre avevamo da poco avviato una nuova collaborazione con Alan D’Amico e le sue capacità di scultore non potevano essere ignorate. Abbiamo denominato il progetto Arena Colossei™ e ci siamo messi tutti quanti al lavoro.»

Mercato delle miniature

La passione per la Storia di Sir Chester Cobblepot e la competenza di Aldo Ghetti si fondono in un progetto che si espande rapidamente, forse troppo: gli ingredienti ci sono tutti e le dimostrazioni confermano la validità dell’idea, ma gli editori sono titubanti. Le miniature sono un investimento editoriale considerevole e l’incertezza del mercato, che ha da poco superato l’epoca dei collezionabili, non creano le condizioni necessarie per mettere in stampa il gioco.

«Non volevamo scendere a compromessi», afferma deciso il “signor” Cobblepot. «Arena Colossei™ doveva arrivare sugli scaffali esattamente come lo avevamo prodotto: lo abbiamo sempre fatto per qualunque nostro gioco, Arena Colossei™ non doveva fare eccezione! Se qualcuno sollevava dubbi, peccato, avremmo aspettato la prossima occasione.»

Miniature di orchi

Nel frattempo, con Aldo Ghetti Cobblepot non è stata con le mani in mano, pubblicando Waterloo Enemy Mistakes™ per il bicentenario della famosa battaglia napoleonica. I gladiatori, intanto, di playtest in playtest, di convention in convention, continuavano a combattere e a evolversi, mentre la collaborazione con Alan D’Amico diventava mano a mano una profonda sinergia con OrcoNero Miniatures: «Il passaggio dalla scultura analogica a quella digitale è stato l’anello di congiunzione» rivela Alan D’Amico. «Fin dall’inizio ho seguito con molto interesse l’evoluzione della piattaforma Kickstarter e le sue potenzialità nel campo dell’editoria ludica. Grazie alla collaborazione con Cobblepot prima e con tanti altri editori poi, ho aspettato, investito risorse e accumulato esperienza. I nostri lettori ricorderanno che OrcoNero l’anno scorso aveva già sperimentato una prima campagna di raccolta fondi: The Last Heros™. L’operazione non ha raggiunto l’obiettivo commerciale che ci eravamo proposti, ma ci ha permesso di acquisire il livello di informazioni necessarie per poter editare un game

OrcoNero Games

«Abbiamo coniato un’etichetta per coronare un capitolo professionale molto significativo del nostro gruppo: ammetto che senza l’accordo con Cobblepot, che ha pensato a tutte le regole e al loro sviluppo, Arena Colossei™ oggi sarebbe per noi un progetto ancora troppo ambizioso. Ma l’investimento sulle miniature, sugli accessori tridimensionali del FightHex™ System e sulla campagna Kickstarter ci permette di affermare che questo è davvero il nostro gioco, e faremo di tutto per trasmettere ai backers tutta la passione e la competenza sui giochi con le miniature che abbiamo dimostrato con la nostra attività e il nostro magazine da oltre quindici anni.»

«Inizialmente avevamo calendarizzato l’inizio della campagna a settembre, ma il nostro organico ha subito delle significative mutazioni e abbiamo deciso, per il bene del progetto, di posticipare il lancio al 13 novembre: vogliamo condividere un bel gioco, sarebbe stato sbagliato avere fretta o non essere perfettamente pronti. E adesso lo siamo!»